Se volete essere subito scartati da una casa editrice inviate il vostro manoscritto senza presentazione, buona leggibilità del testo, formattazione e pieno di refusi. Se invece volete avere l’attenzione di un editore sul vostro faticoso lavoro, ecco cosa fare:
Formattazione professionale del manoscritto
Perché la formattazione è così importante?
Perché è il primo segnale di professionalità che dai all’editore. Un manoscritto ordinato, leggibile e coerente facilita la lettura e dimostra rispetto per il lavoro di chi lo valuterà.
Qual è il formato più sicuro da usare?
In genere:
- File in .doc, .docx o .pdf (verifica sempre le richieste specifiche della casa editrice, ad esempio noi di Ki Stores lo preferiamo in .doc).
- Carattere semplice e leggibile (es. Times New Roman o Arial).
- Corpo 12, interlinea 1,5 o doppia.
- Margini standard e testo allineato a sinistra.
Come vanno gestiti titoli e capitoli?
Ogni capitolo dovrebbe iniziare su una nuova pagina, con un titolo chiaro o una numerazione coerente. Evita formattazioni creative o font particolari: la semplicità è una scelta professionale.
Devo inserire il mio nome nel manoscritto?
Sì, di solito in prima pagina: nome dell’autore, titolo dell’opera e, se richiesto, contatti.
Revisione e correzione di bozze prima dell’invio
Non basta una rilettura veloce?
Purtroppo no. Una rilettura veloce serve, ma non è sufficiente. L’ideale è fare più passaggi di revisione, magari a distanza di qualche giorno, per individuare refusi, frasi poco chiare e ripetizioni.
Cosa dovrei controllare prima di tutto?
- Ortografia e punteggiatura
- Coerenza dei tempi verbali
- Nomi dei personaggi e dettagli ricorrenti
- Scorrevolezza delle frasi
- Eventuali parti confuse o troppo lunghe
È utile far leggere il testo a qualcun altro?
Assolutamente sì. Un occhio esterno nota errori e incoerenze che all’autore spesso sfuggono. Se possibile, affidati a un beta reader o a un correttore di bozze.
Un testo “quasi perfetto” può comunque essere inviato?
Meglio puntare al miglior livello possibile. Un manoscritto pieno di piccoli errori e incuranza nella formattazione dà l’idea di un lavoro non rifinito, superficiale e può penalizzarti, anche se la storia è valida.
Seguire le linee guida delle case editrici per l’invio
Perché le linee guida sono così importanti?
Perché ogni casa editrice ha il proprio metodo di lavoro. Seguirle dimostra attenzione, rispetto e professionalità. Non farlo può portare all’esclusione automatica della proposta.
Dove trovo queste indicazioni?
Di solito sul sito ufficiale dell’editore, nella sezione “Invio manoscritti” o “Proposte editoriali” o “contatti”. Lì troverai informazioni su:
- Formato del file
- Lunghezza richiesta
- Materiali da allegare (sinossi, biografia, ecc.)
- Modalità di invio (email, form, piattaforma dedicata)
Cosa succede se non rispetto le richieste?
Nella maggior parte dei casi, il manoscritto non viene nemmeno preso in considerazione. Non è una questione di qualità del testo, ma di gestione del lavoro editoriale. Devi tener presente che non sei l’unico a inviare un manoscritto. In una casa editrice come la nostra, ad esempio, arrivano almeno due manoscritti al giorno, questo vuol dire 14 a settimana, 56 al mese… fermiamoci qui.
Meglio inviare lo stesso manoscritto a più editori?
Sì, ma adattando ogni invio alle richieste specifiche di ciascuna casa editrice. Evita invii generici e standardizzati: si notano subito. E soprattutto, informati, studia il loro catalogo e la linea editoriale della casa editrice. Se hai scritto un giallo con sei morti, una casa editrice specializzata nella pubblicazione per l’infanzia, difficilmente lo prenderà in considerazione.
In conclusione
Preparare bene un manoscritto significa aumentare concretamente le possibilità che venga letto con attenzione e considerato sul serio. La qualità della storia è fondamentale, ma forma, revisione e rispetto delle linee guida fanno davvero la differenza tra un testo amatoriale e una proposta professionale.