Quando invii un manoscritto a una casa editrice, la lettera di presentazione è il tuo primo contatto diretto con l’editore. È il tuo spazio per spiegare chi sei, cosa hai scritto e perché il tuo libro merita attenzione. In poche righe devi essere chiaro, professionale e mirato.
L’importanza di una buona lettera di accompagnamento
Spesso succede che arrivino dei manoscritti senza autore o autrice. Cosa vogliamo dire: succede che non si sa nulla di chi sta presentando quella storia. La lettera di accompagnamento non è un semplice formalità: è il tuo biglietto da visita.
Un editore riceve decine (a volte centinaia) di proposte. Una lettera ben scritta comunica subito:
- Professionalità
- Consapevolezza del mercato
- Coerenza tra il tuo libro e la linea editoriale scelta
Non deve essere lunga né eccessivamente creativa: deve essere efficace. Il suo obiettivo è invogliare alla lettura del manoscritto. Vediamo qualche semplice mossa per renderla accattivante, onesta e giusta.
Cosa includere nella lettera di presentazione
Una buona lettera è breve (mezza pagina circa) e contiene informazioni essenziali come:
1. Presentazione del libro
Indica chiaramente:
- Titolo
- Genere
- Lunghezza (numero di battute o parole)
- Target di riferimento
Puoi aggiungere una o due frasi che riassumano il cuore della storia, come un mini-pitch.
2. Perché hai scelto quell’editore
Dimostra che la tua proposta è mirata:
- Cita la collana o il tipo di narrativa pubblicata
- Spiega in modo sintetico perché il tuo libro è in linea con il loro catalogo
Questo dettaglio fa la differenza tra un invio casuale e uno consapevole e l’editore si sente “scelto”.
3. Breve biografia
Inserisci solo informazioni rilevanti:
- Eventuali pubblicazioni
- Studi o esperienze legate alla scrittura
- Premi o corsi significativi
Se è il tuo primo libro, va benissimo: non camuffare, non mentire, sii semplice e diretto.
Tono e stile: come attirare l’attenzione in modo professionale
La chiave è l’equilibrio.
- Usa un tono cordiale ma formale
- Evita eccessiva confidenza
- Non esagerare con autocelebrazioni o promesse ambiziose come “so che venderò tremila copie tra i miei parenti”
Meglio scrivere:
“Vi propongo il mio romanzo perché ritengo possa inserirsi nella vostra linea dedicata alla narrativa contemporanea…”
Piuttosto che:
“Il mio libro rivoluzionerà il mercato editoriale perché sono lo scrittore più figo che abbiate mai incontrato”.
Chiarezza, onestà, sobrietà e sicurezza sono più efficaci dell’enfasi.
Errori da evitare
- Lettere troppo lunghe
- Racconti della vita dell’autore, magari con dettagli psicologici del perché hai scelto di scrivere (l’editore non è il tuo psicoterapeuta).
- Riassunti dettagliati (per quello c’è la sinossi)
- Toni arroganti o supplichevoli
- Invii generici senza riferimento alla casa editrice
Una buona lettera accompagna il manoscritto senza sovrastarlo.
In conclusione
La lettera di presentazione è il tuo pitch: breve, mirato e professionale. Deve raccontare chi sei e perché il tuo libro è adatto proprio a quell’editore.
Su Ki Stories lo ricordiamo sempre: scrivere è solo una parte del percorso. Presentarsi con consapevolezza e cura è ciò che può trasformare un invio qualunque in un’opportunità concreta. Ora tocca a te!