Ricevere un rifiuto da una casa editrice può essere scoraggiante, soprattutto quando si è investito tempo, passione ed energia nella scrittura di un manoscritto. Tuttavia, nel mondo editoriale i “no” fanno parte del percorso e molti autori affermati li hanno affrontati prima di riuscire a pubblicare. Giusto per citare tre autori che (forse) conosci:
J.K. Rowling col suo Harry Potter e la pietra filosofale, manoscritto che fu rifiutato da 12 case editrici prima di essere accettato da Bloomsbury. Oggi è una delle saghe più vendute al mondo.
Stephen King con Carrie. Il romanzo fu rifiutato da oltre 30 editori, lo scrittore arrivò persino a gettare il manoscritto nella spazzatura, prima che sua moglie lo convincesse a riprovarci. Sante donne!
Se facciamo un salto di qualche anno prima ecco il genio di Marcel Proust che vede uno dei capolavori della letteratura mondiale Alla ricerca del tempo perduto rifiutato da diversi editori, tra cui la casa editrice dove lavorava André Gide, che in seguito ammise di aver fatto uno dei più grandi errori editoriali della storia. Sbagliamo tutti, vedi?
Questo per dirti che imparare a gestire i rifiuti nel modo giusto è fondamentale per continuare a crescere come scrittori.
Il rifiuto fa parte del percorso
Un rifiuto non significa necessariamente che il tuo libro non sia valido. Le case editrici ricevono moltissime proposte e spesso devono fare scelte basate su criteri editoriali, di mercato o di linea editoriale.
Per questo motivo è importante non prendere il rifiuto sul personale. A volte un manoscritto viene scartato semplicemente perché non è in linea con il catalogo della casa editrice o con i progetti del momento.
Imparare dalle critiche
Alcune volte i no sono secchi e poco carini. Ma, se ricevi un feedback da un editore onesto e gentile, anche se breve, può essere molto utile. Le osservazioni degli editor possono aiutarti a individuare aspetti da migliorare, come il ritmo della narrazione, la struttura della trama o la caratterizzazione dei personaggi.
Rileggere il manoscritto con uno sguardo critico, magari dopo qualche settimana di pausa, può offrire nuove prospettive e permettere di rafforzare il testo prima di inviarlo nuovamente.
Perseverare e mantenere la motivazione
Come abbiamo visto con i due esempi di autori oggi strafamosi, la pubblicazione raramente arriva al primo tentativo. Perseveranza, pazienza e costanza nel lavoro sono qualità fondamentali per chi vuole intraprendere un percorso nel mondo editoriale.
Continua a scrivere, migliorare e proporre il tuo lavoro. Ogni manoscritto, ogni revisione e ogni invio sono passi che contribuiscono alla crescita di un autore.
In conclusione
I rifiuti editoriali non sono la fine del percorso, ma una parte naturale della strada verso la pubblicazione. Accettarli con spirito costruttivo, imparare da eventuali critiche e continuare a credere nel proprio lavoro sono elementi essenziali per chi desidera diventare autore.
Su Ki Stories crediamo che la perseveranza sia una delle qualità più importanti per uno scrittore perché questo è un mestiere difficile e per pochi. Anche se oggi sembra l’opposto, vista la mole di libri scritti e pubblicati da scriventi e non da scrittori.